Olio di Palma e Salute, perché ci fa male

Ciao a tutti! Certamente anche tu avrai già sentito parlare riguardo l’Olio di Palma, siccome è diventato uno dei temi più caldi e chiacchierati degli ultimi anni, ma spesso purtroppo ignorato proprio da chi potrebbe averne le peggiori conseguenze. Ma quest’olio fa male alla nostra salute, si e come? Beh è il momento di vedere che tipo di effetti potrebbe avere sia su di noi che sull’ambiente che ci circonda.

 

Innanzitutto vediamo di cosa stiamo parlando

Dire semplicemente Olio di Palma generalizza un po’ le cose poiché possiamo trovare due varianti di quest’olio, entrambe derivanti dalla stessa pianta, ma da due parti diverse:

  1. Dai Frutti della palma; i quali dopo esser stati snocciolati ed aver passato vari stadi di lavorazione diventano un olio rossastro, a causa dell’alta concentrazione di beta-carotene, che dopo venir ulteriormente raffinato, raggiunge il suo stadio finale. Da qui viene impiegato largamente in nell’industria alimentare.
  2. Dai Semi della palma o Palmisto; questi vengono essiccati, macinati e pressati in modo da ottenerne un blocco di olio allo stato solido che fonde a basse temperature ed ottimo per l’utilizzo nella pasticceria o nell’industria cosmetica.

     

Ma vediamo perché viene usato così largamente, ecco qui una serie di ragioni:

  • Costi moderati
  • Si conserva più a lungo degli altri oli
  • Non si irrancidisce e resiste alle temperature
  • Non richiede l’utilizzo aggiuntivo dell’alcool
  • E’ in regola con la norma per i grassi idrogenati
  • Non ha sapore

 

Dove lo troviamo

Ovvero in quali prodotti di uso quotidiano o consumabili si trova quest’olio? Come vi ho menzionato sopra l’olio di semi di palma è ampiamente impiegato nell’industria alimentare e lo possiamo trovare in prodotti sia dolci che salati come cracker, fette biscottate, merendine (oppure più in generale prodotti preconfezionati), margarina fino alle svariate tipologie di creme spalmabili. Mentre per quanto riguarda il fratello, Palmisto, viene usato in pasticceria per creare confetture a base di cacao o glasse, ma ancora per la produzione di saponi, cosmetici o creme detergenti. Da questo possiamo facilmente capire che più di quanto pensassimo, questo prodotto è vicino a noi nelle sue varie sfaccettature.

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In quali prodotti si nasconde l’Olio di Palma

Ora, prima di andare a scoprire il perché di tutte queste controversie, che ne dite di una breve infarinatura di storia? Sarò breve non temere!

Le Origini

L’Olio di Palma è sempre stato un prodotto molto usato nelle regioni dell’Africa Occidentale, finché grazie all’esplosione della rivoluzione industriale iniziò ad essere esportato in Europa, specialmente in Inghilterra, dove veniva usato come lubrificante per i macchinari industriali o come base per detergenti. Successivamente, rispettivamente nel 1848 e nel 1910, furono introdotte piantagioni di palma da olio nell’isola di Giava(da parte degli olandesi) ed in Malesia(grazie agli scozzesi) per far fronte alla crescenti richiesta di prodotto. Anche grazie al suo costo contenuto, si è andato diffondendo sempre di più con gli anni nell’industria alimentare, rendendo l’Europa e l’America del Nord i maggiori consumatori di questo prodotto. Tuttora la Malesia è uno dei maggiori produttori mondiali di quest’olio, con ben il 39% della produzione totale.

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Nazioni produttrici e consumatrici di olio di palma

 

Olio di Palma, Salute ed Ambiente

Come consultabile sul sito dell’AILI o secondo le ricerche dell’istituto Mario Negri, l’Olio di Palma, a causa dell’alto contenuto di grassi saturi, contribuisce ad aumentare il livello di colesterolo nel sangue e di conseguenza aumentano anche i rischi di coronaropatia. Anche studi dell’OMS attribuiscono all’acido palmitico contenuto nell’olio di palma, rischi per il sistema cardiovascolare.

Inoltre l’utilizzo prolungato dell’olio potrebbe causare l’aumento delle sostanze infiammatorie colpevoli di patologie cardiovascolari, arteriosclerotiche, diabetiche e tumorali.(Leggi lo studio).

A supportare la malignità dei grassi contenuti nell’olio di palma è anche l’EFSA, ovvero l’autorità europea per la sicurezza alimentare. Infatti, secondo il dossier presentato dall’EFSA nel 2016 olio vegetali trattati ad alte temperature contengano delle sostanze tossiche, note come Estere GlicidicoGE. Generalmente siamo troppo esposti agli acidi grassi provenienti dall’olio di palma o GE in questi periodi, soprattutto a causa del largo uso che facciamo dei prodotti che vi ho elencato sopra; ma ,diranno in molti, come si fa a rinunciare ad una bella fetta di pane con la Nutella? Beh la risposta è che effettivamente non ci si rinuncia,  bisogna solo farne un so moderato, magari una fetta ogni tanto. Ricordiamo però che il glicidolo, ovvero il precursore dei GE, sia genotossico e cancerogeno.

C’è anche da dire però che, sempre secondo il dossier dell’EFSA, tra il 2010 ed il 2015, le quantità di GE presenti negli oli grassi e vegetali sono state dimezzate grazie all’azione volontaria intrapresa dai produttori. 

Qui sopra potete vedere in dettaglio alcuni degli oli o grassi più diffusi e le loro composizioni. Come evidenziato nei grafici, sono presenti 3 tipologie di Acidi Grassi:

  • Grassi Saturi, i quali sono dannosi per la salute perché responsabili dell’accumulo di colesterolo. 
  • Acido Oleico, il quale porta alla diminuzione del LDL(il cosiddetto colesterolo cattivo) ed aumenta i livelli di HDL(colesterolo buono). Sfortunatamente, a parte l’olio di oliva che sembra combattere tali sintomi, l’assunzione prolungata può causare cancro al seno.
  • Acido Alpha-linoleico. Questo fa parte dei cosiddetti Omega 3, grassi essenziali che permetto il corretto funzionamento di organi importanti.
  • Acido Linoleico è uno dei grassi essenziali ed appartiene al gruppo Omega 6. Si sta ancora studiando il suo ruolo nella prevenzione o nel trattamento di diverse malattie, tra cui infarto, cancro, diabete o fibrosi cistica.

 

E l’ambiente?!“mi dirai, beh per quanto riguarda l’ambiente, la produzione sempre più massiccia a causa della crescente richiesta industriale di avere a portata di mano un olio facilmente utilizzabile ed a basso costo, sta tendendo col passare del tempo verso una mono coltura di palme da olio, anche in paesi nei quali questa non è una specie autoctona. Ciò cosa provoca? Gli effetti sono pochi ma rilevanti; abbiamo a partire dalla deforestazione, tutte le conseguenze legate a quest’ultima come la riduzione della biodiversità del territorio, i problemi sociali delle popolazioni, coinvolte e costrette a lavorare nelle piantagioni con pochi o nulli diritti. 

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Prima
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Dopo
'New Britain Oil Palm Limited' palm plantation, near Kimbe, West New Britain Island, Papua New Guinea, Wednesday 24th September 2008.
Dopo (piantagione di palme da olio)

Con l’aumentare delle aree coltivate, è come fare 2+2 per capirne le effettive conseguenze. Infatti ciò porta ad un inevitabile aumento di gas serra dovuto alla riduzione di aree verdi, le quali funzionano da polmoni per il nostro pianeta filtrando, appunto, questi gas. Recentemente varie specie animali del sud-est asiatico come tigre della Malesia oppure l’Orango sono a rischio. Da qui concordo con Greenme per il fatto che stiamo perdendo e distruggendo con le nostre mani bellissime aree naturali che non potremo avere indietro, tutto allo scopo di produrre un qualcosa in più che realmente ci serve?

E voi solitamente controllate l’etichetta prima di acquistare un possibile prodotto contenente olio di palma? Se la vostra risposta è negativa, allora vi invito a portare maggiore attenzione quando fate la spesa, perché questi grassi sono dannosi per il nostro organismo a tutte le età, facendo particolare attenzione all’alimentazione dei più giovani.

 

Se ti è piaciuto, trovi interessante o vuoi semplicemente esprimere la tua opinione, non essere timido e lasciaci un commento.

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